da pag 5, de il manifesto del 7 settembre 07…
Treviso a Radio3mondo A Bologna graffitisti scatenati contro Cofferati,
si prepara un corteo
la promessa del vicesindaco di Treviso Giancarlo Gentilini che ieri ha
annunciato ai microfoni di Radio3Mondo la sua proposta per debellare il
problema di scritte e disegni sui muri cittadini: una ricompensa di
1.500 euro per chiunque sia in grado di dare un nome e un cognome ai
disegnatori metropolitani. E per i writers della città veneta si
prepara un autunno caldo perché «nei loro confronti ho tolleranza
doppio zero» rincara il vicesindaco, elevando al quadrato il dibattito
che da giorni tiene banco sulla cosiddetta tolleranza zero nelle città.
Nel caso specifico, al di là dell'immagine di cittadini solerti
appostati dietro le tapparelle appena socchiuse nella speranza di
racimolare in una sola notte quanto molti guadagnano in un mese, rimane
il nocciolo della convivenza o della sicurezza nelle piccole e grandi
città.
All'iniziativa di Gentilini risponde il sindaco di Brescia,
Paolo Corsini, abbassando i toni della discussione e rifiutando la
linea dura del suo collega, «perché contrasta con i miei principi ma
anche perché sono provvedimenti che mancano di efficacia». A Brescia,
per esempio, si è tentato di mettere a disposizione alcuni spazi
pubblici per i writer, senza in verità ottenere molti risultati,
assicura Corsini, che non disdegnerebbe una sanzione che obblighi i
trasgressori al recupero diretto dei beni danneggiati. Quale che sia la
soluzione, dopo l'ordinanza fiorentina di fine agosto sui lavavetri
(che prevede una denuncia con pene fino a tre mesi di arresto o, in
alternativa, una multa di 206 euro) il dibattito sulla sicurezza ha
evidentemente toccato un nervo scoperto, a giudicare dalle proposte che
arrivano da tutta Italia.
Non ultima quella del primo cittadino di
Bologna, Sergio Cofferati che vorrebbe assegnare a sindaci e polizia
municipale alcune funzioni di polizia giudiziaria. Lo stesso Cofferati
che poche ore prima aveva preso di mira proprio i graffitari (e prima
di lui lo aveva fatto il capo del governo Romano Prodi in un'intervista
al Tg1 in cui aveva preso le distanze dall'ordinanza fiorentina sui
lavavetri ripiegando su chi imbratta i muri e sui posteggiatori
abusivi). I writers più politicizzati hanno replicato subito con
ironia, prendendo a disegnare il «faccione cinese» (quello del sindaco,
ovviamente) sulle mura della città. Il primo sfottò è comparso nel
quartiere san Vitale. Si tratta di un timbro nero su muro, fatto con la
«mascherina» e dunque facilmente riproducibile ovunque, circondato da
un'aureola ironica: «A letto dopo Carosello». Allusione ironica ai
divieti sulla vendita di alcol dopo le 24. Mentre il Livello 57, che
aveva rinunciato all'annuale Street rave parade antiproibizionistra di
fine giugno, annuncia per il 29 settembre una Space street parade. Che
piacerà poco a Cofferati, il sindaco meno amato dai movimenti bolognesi.


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